sabato 23 aprile 2011
Il cane sul letto
domenica 26 dicembre 2010
IL CANE SECONDO ME - DANILO MAINARDI
Tanto per citarvi qualcosa a proposito del cucciolo appena arrivato eccogli dire "è questo il momento in cui la famiglia umana, al completo, dovrebbe intuire le sue difficoltà e aiutarlo comunicandogli ciò che può fare e ciò che non può fare....Anche perchè il cucciolo, si comporterà in modo tanto più intelligente quanto più sarà tranquillo e giocoso. Per lui, come per tutti, la paura e lo stress non aiutano. Dolcezza dunque e pazienza, e sarete ampiamente ricambiati!"
Vedo ancora troppe mani alzate, troppe voci grosse quando si ha a che fare con cuccioli e cani adulti, come per i ragazzi, se sono costretto a minacciare per farmi ubbidire, se non riesco semplicemente a spiegare che una cosa non va fatta, è proprio cenno che ho sbagliato tutto!
Ho sempre avuto una certa reticenza per il "clicker traning", o semplicemente per quelli che girano sempre con il bocconcino addosso per compensare il cane con qualcosa di goloso. Sarà metodo gentile ma ne sono diffidente (ma è una mia personalissima ed opinabilissima opinione) mi pare di "depersonalizzare" il cane sfruttando la sua "ingordigia". Certo anch'io uso il boccone di tanto in tanto specie se devo spiegare a Frodo qualcosa di nuovo, ma coccole, carezze e complimenti valgono altrettanto. E Frodo è sempre poi libero di ricorrere alla sua tipica "disobbedienza passiva", una sorta di Gandhismo del cane, per cui esegue l'esercizio con lentezza esasperata, sbadigliandomi sfacciatamente in pieno viso a ricordarmi che lui può anche fare qualcosa per compiacermi, ma assolutamente non è il mio burrattino! Di fronte a tale gentile esercizio del diritto di non fare non mi resta che soccombere e passare ad altro!
Danilo Mainardi conclude così un capitolo sui cani troppo addestrati, al solo scopo di soddisfare una certa pulsione al comando dei padroni: "dato che non mi piace possedere un "cane soldatino", cioè uno di quelli così ben addestrati da fare soltanto ciò che gli è stato insegnato, ma di gran lunga preferisco quelli che invece sanno esprimere, ovviamente entro certi limiti (questo per me significa, umani e non umani, la buona educazione), le loro preferenze, la loro intelligenza, la loro personalità, ecco allora che anche il fatto che scelgano, di volta in volta, dove dormire diventa un segno positivo. Mi informa infatti sulla loro tranquillità e sul loro benessere. Sul fatto, in definitiva, che sono veramente parte della nostra famiglia."...
Si, leggete questo libro e contribuite a fare comprendere cosa significhi veramente avere un amico cane.
domenica 21 febbraio 2010
Magica intesa
ho almeno 4 notizie da comunicarvi:
1) da Venerdì sera abbiamo internet via satellite a casa, non mi pare vero! Anzi tanto che non mi pareva vero che ieri, sabato, causa mal tempo non siamo stati in grado di aprire una sola pagina web. Oggi col sole le cose sembrano andare decisamente meglio. Vedremo. Oramai non siamo troppo fiduciosi :-(.
2) la piccola Tatou (che oramai mi dicono essere grande quanto Frodo) è in calore, dunque Matilda, Carlotta, Beba, Penelope state in guardia!
3) ho trovato su Youtube un video che il nostro specialissimo veterinario (e non solo veterinario) Nico Dichiara, e Lorenzo Desiderio (entrambi lavorano con i cani col metodo relazionale detto zooantropologico) ci avevano mostrato qualche tempo addietro. Cliccate qui, rilassatevi e godetevi a tutto volume questi 3 minuti di spettacolo favolosi.
Credo che solo usando amore, intelligenza e divertimento si possono creare performances che mostrano un affiatamento tale. Rookie non distoglie per una frazione di secondo lo sguardo da Carolyn. Ma in un'intervista successiva lei confessa che Rookie, nonostante la coreografia studiata spesso improvvisa, cambia un passo, fa più spins di quelli previsti ed è lei che deve adeguarsi a lui. Per poi spesso sentirsi dire "ma come hai fatto ad insegnargli quel passo incredibile?", in realtà è Rookie che crea in estemporanea. Questa la differenze tra un cane "ammaestrato", che meramente esegue quel che gli viene richiesto, ed uno spettacolo come questo, in cui cane e uomo lavorano come affiatatissimo innammoratissimo team.
4) Tra due settimane mi dovrebbe arrivare la nuova macchina fotografica, ho smarrito nei boschi la mia adorata vecchia Canon, una semplice digitale ma mi ci ero affezionata, e così con la nuova torneranno anche un po' di foto, stasera dovrete accontentarvi di un paio di scatti da archivio.
mercoledì 19 agosto 2009
In onore delle donne.....
Oggi sono venuti tre amici da Roma a vedere i cuccioli. Ci hanno fatto la fatidica domanda: ma tra maschi e femminucce quale sarebbe meglio per noi? quali differenze comporta il crescere un maschietto piuttosto che la femminuccia. Colgo la palla al balzo per.... tirare acqua al nostro mulino che ci vede con 3 cucciolotte ad aspettare la famiglia giusta e parlare un po' del perchè si esiti tanto a prendere una femminuccia.
In generale consiglio le nostre piccole a famiglie con bambini, o dove in casa ad occuparsi del cane ci sia anche una persona anziana, non che i maschi non siano perfetti dog-sitter, ma le femminucce saranno ancora più attente, meno irruenti, e pronte a rilevare e segnalare situazioni di potenziale pericolo. Hanno anche una maggiore capacità di "sacrificarsi", muoversi di meno, se il loro tempo è occupato da un cucciolo umano, sentendo come ha fatto Siva durante tutta la maternità, che occorre pensare ai piccoli per primi. Lei che adora gite, passeggiate e pappa, rifiutava persino di uscire dalla cuccia per mangiare. Pur essendo ben felice di saltare in macchina per una sgroppata, non ha proprio più considerato la possibilità di entrare in auto finchè i piccoli non sono diventati del tutto autonomi.Se la cagnolina non avrà uno spazio in cui stare tranquilla durante il calore, si può procedere con serenità alla sterilizzazione, che specie se fatta prima del primo calore, si risolve in un'operazione ben poco invasiva.
Infine vi cito un passo di Konrad Lorenz, in "Consigli per la scelta di un cane" tratto da "L'anello di Re Salomone" un'autentica ode alle virtù della femminilità canina:"...se è possibile, scegliete una femmina! Una femmina è molto più fedele di un maschio, i moti del suo animo sono più complessi, ricchi e sottili, e nella maggior parte dei casi, a parità di condizioni, essa è anche più intelligente. Io, che mi lusingo di conoscere bene molti animali, sono profondamente convinto che fra tutte le creature non umane quella che maggiormente si avvicina all'uomo per il comportamento sociale, per la finezza dei sentimenti e per la capacità di un'autentica amicizia, cioè l'animale più nobile dal punto di vista umano, sia una buona cagna!"
Ovviamente non riferite a Frodo di questo post!martedì 18 agosto 2009
I PRIMI CUCCIOLI VANNO VIA.....
Le prime regole: attendere la pappa educatamenteI primi due cucciolotti, Charlie e Bilbo, hanno raggiunto le famiglie che da tempo li aspettavano. Confesso che per 48 ore mi sono chiesta se chiamare non fosse un po’ importuno. Proprio adesso invece è squillato il telefono: è Silvana, la proprietaria di Charlie. “Charlie sta benissimo. é diventato il padrone della casa e del giardino, è affettuoso e curioso, non ha pianto sembra che sia stato con noi da sempre. Ma sa è incredibile non ha mai sporcato a casa, va già in giardino." Tiro un sospirone di sollievo, confesso mi traborda qualche lacrimuccia, tanto qui nessuno può vedermi.
Bilbo è andato via qualche giorno prima, lui rimarrà a Potenza anche se momentaneamente è al mare. Dunque sono stata più tranquilla a lasciarlo andare. Ma anche lì Tiziana non ha risparmiato commenti e lodi: “è un cucciolo allegro e solare, dopo il viaggio, appena arrivato nel giardino di casa ha cominciato a correre felice. La mattina poi ha imparato quale è la cameretta di Allegra, e si mette a “bussare” alla porta reclamando la sua compagna di giochi, ha subito capito che è una “cucciola” come lui". Ma soprattutto, continua Tiziana, mi rendo conto di quali differenze ci siano con Brando, l’adorato beagle, per cui lei ha dato davvero tutto, fino all’ultimissimo momento, ma che poverino veniva da un allevamento triste tra recinti e qualche trascuratezza di troppo, il carattere del piccolo ne ha risentito da sempre e per sempre.
L’imprinting dunque è ben riuscito. In mancanza di altri cani, i cuccioli accettano tranquillamente gli umani, anche estranei, come fossero dei “consanguinei”. Non hanno confusione e spaesamenti. L’esposizione graduale a contesti diversi li rende pronti ad esplorare ed “impadronirsi” delle loro nuove case. Sono equilibrati e fiduciosi, come il mio Frodo.
I nostri cuccioli, scusatemi, non mi stanco mai di ripeterlo, sono nati “liberi”. Abbiamo subito rifiutato ogni idea di recinto, pur sapendo che questo comportava molto lavoro in più. Chi è venuto a trovarci ci ha visto condividere con loro gli stessi spazi, dal prato ombreggiato, al patio, al piazzale, al soggiorno e cucina. Lasciarli esplorare, liberi di vivere “piccole avventure” è importante per svilupparne l’istinto della curiosità, l’intelligenza emotiva, lo spirito di esplorazione e perlustrazione (non me lo scordo mai che sono cani da caccia, instancabili corridori tra boschi e paludi). Libertà ha significato anche responsabilità e piccole regole, questo li renderà da subito pronti a recepire le regole nelle loro nuove case. Condividere spazi ha comportato dover comunicare molto, per cui conoscono già tante parole umane, tanti gesti, interiezioni e sono prontissimi ad apprenderne di nuovi.
Ha raccolto tanti 'grazie!' la miniguida per neoproprietari “Golden Retriever, qualche consiglio per capirsi di più”, che un po’ raccoglie, un po’ anticipa alcuni dei temi di Vita col Cane apparsi o che appariranno sul blog.
Grazie di nuovo a Tiziana, Allegra e Silvana, non immaginate quanta gioia possano dare a noi tutti (Frodo e Siva inclusi) i vostri commenti felici…..grazie ancora.
lunedì 10 agosto 2009
EDUCAZIONE 2: i bipedi imparano un po' di "Canese"

Se loro si sforzano di imparare da noi, ed i cani ci vengono incredibilmente incontro pur di compiacerci ed andare d’accordo, occorre anche che noi siamo disposti a diventare un po’ cani. O quantomeno a capire come un cane ragiona e si rapporta col mondo.
La prima regola è la coerenza, o una cosa si può fare o non la si può fare. O si può entrare in cucina o camera da letto, o non si può. O si può stare sul divano o non si può. O si può saltare a fare le feste al proprio padrone o non si può, certo il cane non saprà distinguere i collant velatissimi dalla tuta, i tailleur firmati dagli abiti di casa. Siate molto chiari con voi stessi prima di tutto sulle “regole inderogabili” e poi fatele rispettare con fermezza.
Ad esempio, se incoraggiate o comunque non impedite al cucciolo di “masticare” un paio di scarpe, pantofole (o altro indumento che ha il vostro odore) perché sono vecchie, non arrabbiatevi se poi troverete le vostre Hogan appena comprate letteralmente ridotte a brandelli.
La struttura sociale dei cani è di tipo gerarchico, e non “democratico”, questo deve esservi ben chiaro e non farvi venire inutili scrupoli, i tentativi di “democratizzare” il cane si riducono spesso in cani infelici e frustrati, se non addirittura aggressivi e pericolosi. Se volete che il vostro amico sia un cane equilibrato e felice, ricordatevi che vivendo in famiglia ha bisogno di una sua posizione gerarchica ben precisa. Lui è l’ultimo della piramide. Il che non significa che sarà un povero e negletto, o mobbizzato. Ma che non può imporre il suo volere neppure ai bambini.
Di contro il ruolo di dominante, di “leader”, non significa esercitare forza, sbraitare (sbraita l’insicuro), ma significa “prendersi responsabilità”. Il leader è quello più autorevole che meglio può gestire il branco. Se il cane ritiene che in casa manchi un leader umano, dovrà per natura delle cose prenderne il posto, caricandosi di una responsabilità più grande di lui visto che si tratta non di un branco di cani ma di umani. Ne risultano frustrazione, comportamenti atipici se non nevrotici che con razze diverse dal Golden possono sfociare nell’aggressività.
Tutti a tavola, ma non tutti assieme

Le regole della tavola sono un buon esempio. I cuccioli che vi diamo sono ben abituati a vedere mangiare i cani grandi, e sanno che non devono avvicinarsi alle ciotole. Il leader, ed i dominanti possono mangiare per primi, lentamente ed indisturbati. I cuccioli talvolta ‘ci provano’ ad avvicinarsi con moine, inviti al gioco e sottomissioni (garantisco che hanno un vasto repertorio di ‘armi di intenerimento’), ma inevitabilmente un ringhio li avverte che è meglio tenersi alla larga.
Voi dovrete solo continuare il lavoro che mamma Siva e papà Frodo hanno fatto per voi. Dunque fate assistere il cucciolo ai vostri pasti, ma non “considerateli” mentre mangiate, non guardateli se vi fissano, non parlategli. Assolutamente mai allungargli bocconcini da tavola, anche se è carino, dolce, vezzoso, piange e vi chiama. I Golden sono animali intelligentissimi e sfodereranno fino all’ultimo trucco per risalire la piramide gerarchica. A Frodo ad un anno e mezzo posso in casi straordinari allungare un boccone, ma è un’eccezione, e lui dopo quel boccone non ne aspetta altri. In ogni caso non è lui a chiedere ma io a dare: quando lui è altrove o non mi guarda. Il risultato è che Frodo anche se lascio in giro le buste della spesa, inclusa la sua carne, non tocca nulla, neppure quando mangiamo a cena sul tavolino basso del soggiorno e ci corichiamo lasciando in bella vista un pezzo di pane, formaggio o addirittura salsiccia. Lui così socievole ed accogliente, quando vede che gli ospiti si siedono a tavola si accuccia di spalle o fa rotta verso un’altra stanza, per poi riprendere i giochi appena il nostro pasto è terminato. Può seguirci in ristorante, anche se è affollato, lui sa che se noi “grandi” mangiamo lui non deve fare altro che stendersi a terra e dormire. Lui è tranquillo, noi di più, e quindi può seguirci ovunque in agriturismo, albergo nelle case di amici che ci complimenteranno per la sua “educazione”. Notate non ci sono rimproveri né minacce. Tutto avviene in maniera naturale. Basta non farsi prendere da ipocriti “poverino”. Se no il “poverino” dovrà rimanere sempre a casa perché non sa come comportarsi. Scegliete voi cosa è realmente meglio per lui/lei.
Allo stesso modo quando giocate con il cucciolo sarete voi ad invitarlo al gioco. Siete voi il leader e dunque decidete voi quando si comincia una qualche attività.
Divano e letto
EDUCAZIONE 1: L'importanza del rinforzo positivo
I Golden Retriever sono infaticabili collaboratori, pronti a capire cosa il suo strano amico bipede gli chiede, e sono felici di obbedire. Occorre però che il suo amico sappia ben relazionarsi con lui, che gli si insegni ogni cosa in modo giusto. Una alla volta, con pazienza, per creare un rapporto di fiducia e non di timore.
Le prime parole
In assoluto le prime cose che un cucciolotto dovrà apprendere sono la parola “bravo” e la parola “no!”. Il bravo per un cucciolo sarà seguito da coccole e carezze, e complimenti, talvolta un bocconcino prelibato o ancora meglio da momenti di gioco, che sono la massima gratificazione. Il “bravo” serve a rinforzare un’azione ben fatta (fare la pipì fuori, mordicchiare il suo gioco, stare nelle zone a lui concesse). Il “no!” deve essere pronunciato in maniera proporzionale all’infrazione commessa. Non urlate, ma usate una voce decisa e ferma. Per le infrazioni più gravi una scrollatina per la collottola è molto efficace, perché “simile” al rimprovero materno.
La pipì e la …pupù
I primi “no” saranno inevitabilmente per le pipì a casa. Ma gestite la cosa con tranquillità, immaginate un bambino, sarebbe follia chiedergli di imparare da un secondo all’altro che la pipì va fatta solo e soltanto in bagno. Pazienza dunque anche con i cuccioli.
Cominciate creando un’associazione positiva. Appena si sveglia, appena finisce di mangiare, prima del riposo notturno, portate il cucciolo dove volete si abitui a sporcare (per chi vive in città mi raccomando di portare – e far portare anche ai propri figli - la paletta ecologica: noi non lasciamo ricordi!). Mentre fa la pipì lodatelo “Bravo pipì, bravo”. Sapere che la “pipì” si chiama “pipì” è un’associazione importante per quando andate di fretta, o fuori piove e volete far capire al vostro cane che deve fare presto. In generale però non collegate la “pipì” alla fine della passeggiata. Se è stato bravo occorre che il premio sia anche il fare quel che gli piace, dunque non siate punitivi facendolo tornare immediatamente a casa. Una volta che l’associazione positiva è chiara “sei bravo quando sporchi fuori”, posso cominciare a sgridarlo se sporca a casa. Un “no!” secco solo se lo colgo sul fatto. A disastro avvenuto invece, dovrete solo rassegnarvi a fare finta di nulla. Non pulite davanti a lui (lo strofinaccio che va su e giù può essere scambiato per un invito ad un gioco molto divertente). Niente scenate, giornali strusciatigli sul muso o sedere, si rischia di confonderlo ed ottenere il risultato contrario (“è sbagliato fare la pipì quando ti guardano” anziché “è sbagliato far la pipì in casa”).
Solo a 4 mesi il cucciolo è in grado di “trattenere” e controllare su tempi lunghi. Ma già dai 3 mesi i progressi sono visibili. Frodo dai 3 mesi in poi sporcava davvero di rado (più se preso dal gioco si scordava le regole, che non quando rimaneva solo a casa).
Ricordate infine che in casa sono stati abituati a sporcare in un sottovaso grande, foderato di giornali, che potrete lasciargli vicino la cuccia durante la notte. La mattina al risveglio portatelo fuori senza indugi.
mercoledì 22 luglio 2009
TEMPO DI GIOCHI
I cuccioli acquistano sicurezza ogni giorno di più, se ci sono "persone", noi o amici, o le future famiglie di adozione nei dintorni, cercano subito di coinvolgere anche loro, la loro fiducia e confidenza in noi mi lascia senza parole, dunque cedo il passo al video.
Giochi tra cuccioli

i giochi tra cuccioli invece stanno diventando "grintosi", provano la propria forza e scoprono che che i nuovi nati dentini possono far male. Se poi l'eccitazione della lotta è tale, che salgono 'spaventosi' ringhi e pianti, in quel caso, Siva interviene separando i contendenti con il muso e ringhiando a chi attacca. Frodo invece, se Siva non è nei dintorni, abbaia col suo vocione, finchè i cuccioli non si accovacciano con la pancia per terra e ritornano "buoni come angioletti". é quella che gli studiosi chiamano "l'inibizione al morso", il cucciolo apprende che mordere può far male, ed è un atto punibile, un'infrazione al codice comportamentale canino. Ecco una delle tante ragioni per cui è tanto importante che i cuccioli stiano assieme ai propri genitori almeno fino ai 2 mesi.
martedì 23 giugno 2009
IL CUCCIOLO GIUSTO PER LA GIUSTA FAMIGLIA







