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sabato 19 marzo 2011

ADOZIONE O ALLEVAMENTO 2: gli allevamenti da evitare.



SEQUESTRI DI CUCCIOLI MALTRATTATI
In questi ultimi anni ci sono stati diversi sequestri da parte delle Forze dell’Ordine di interi camion il cui carico era cuccioli denutriti, rinchiusi in sporche gabbiette, allontanati troppo presto dalla madre, destinati a soddisfare la domanda di cani di razza a prezzi modici.  L’origine del traffico è spesso nei Paesi dell’Est Europeo.  In realtà hanno recentemente rapito una cagnolina Pastore Tedesco dai vicini di mio fratello ad Udine, ed i carabinieri non hanno avuto dubbi, “l’avranno presa per farle fare cuccioli”, il fenomeno si sta intensificando. Si levano anche denunce per l’area tra il Casertano ed il Napoletano, dove femmine di razza racchiuse in garage senza luce vengono fatte figliare ad ogni calore.  In condizioni di trascuratezza e crudezza massime.  I piccoli vengono presto allontanati dalla madre per indurre quanto prima un nuovo calore nella cagna.  Parto ed allattamento provano molto gli animali, qualsiasi buon allevatore vi dirà delle extra-cure di cui una mamma ha bisogno prima, durante e dopo la gravidanza, in termini di alimentazione, cure, movimento, nonché affetto e coccole.  Gli animali dell’est e quelli dei garage nostrani non hanno diritto a nulla e vengono eliminate quando improduttive, o se le loro condizioni di salute diventano troppo precarie.
LE FALSE CERTIFICAZIONI
Questa è una perversione della richiesta di cani di razza da parte di padroni che si vedono recapitare un cucciolo senza nulla voler sapere di dove si sia cresciuto, in quali luoghi e da chi sia stato allevato. Volete davvero incoraggiare questo traffico? Badate bene, tutti questi cuccioli hanno tutto il “sistema delle certificazioni “ a posto.  Hanno un pedigree, spesso mi dicono italiano, nonostante la provenienza da Oltralpe, ad ogni modo diffidate di pedigree dell’Est, tranne che davvero si tratti di razze che ancora non abbiano buoni allevamenti italiani. Hanno i certificati medici apparentemente a posto, ma poi spesso succede che questi piccoli si ammalino di malattie subdole, che i vaccini certificati non siano mai stati fatti, e che poverini soffrano di una serie di disturbi comportamentali legati alle precarie condizioni di vita, alla cattiva salute della madre ed infine all’anticipata separazione dalla stessa prima che il cagnolino sia stato correttamente socializzato.
ANDARE PERSONALMENTE IN ALLEVAMENTO
Il rimedio d’oro resta quello di andare a prendere da sé il cucciolo, nell’allevamento prescelto, e farsi un’idea di che tipo di allevamento sia, magari visitandone più di uno per vederne le differenze.     Vi piace?  Come sono tenuti i cani.  Anche il meno “esperto” sa cogliere la tristezza di cani cresciuti troppo a lungo nei box, e la felicità di un cane che ama ed è amato dal suo padrone.  Per la stessa ragione non si acquistano cani nei negozi, trattati come piccoli oggetti da vetrina, con l’intento di convincere qualche distratto passante.  Non è così che si decide di prendere un cane, e di nuovo che ne sappiamo di chi lo ha allevato.  Con il nostro “potere di acquisto” decidiamo noi e soltanto noi se pagare un allevatore quale compenso al buon lavoro fatto, o se incoraggiare e finanziare un’orda senza scrupoli di trafficanti di cuccioli.  
I CUCCIOLI NON SONO PACCHI POSTALI
Diffidate di quelli che il cucciolo ve lo spedirebbero.  Primo, vi privereste del piacere di conoscere il vostro allevatore.  Secondo, se non siete pronti a fare qualche chilometro per il vostro amico, chiedetevi perché vi prendete un cane.  Terzo, sono fortemente contraria a lasciare che un cucciolo che per la prima volta si allontana dalla madre e dai fratelli, faccia chilometri da solo nelle mani di un qualsivoglia corriere, è facile che questi cani poi divengano quelli che soffrono di mal d’auto a vita dopo una prima esperienza agghiacciante.   
MEGLIO LE ADOZIONI CHE GLI ALLEVAMENTI MEDIOCRI
Se c’è una differenza abissale nel prezzo richiesto dagli allevamenti veri e quelli finti e subdoli, e voi proprio non ve la sentite di spendere tanto, piuttosto che dirottare per ragioni di esclusiva convenienza su quei farabutti che, date le spese (in termini di tempo e denaro) ridotte al minimo, riescono a vendervi “cuccioli di razza” a prezzi stracciati, perché non pensare di andare al canile ed adottare un cagnolino?  Non una seconda scelta, non un cane di serie B, una volta a casa un cane è una parte integrante della famiglia a prescindere dalle sue origini.  


LE RAZZE CANINE COME PATRIMONIO DA DIFENDERE
Insomma i veri allevamenti sono quelli che lavorano per dare qualcosa di più alla razza (al massimo 2-3 razze) a cui si dedicano, in termini non solo di perfetta morfologia, ma anche e soprattutto di carattere e salute.  Come dice Danilo Mainardi in Il cane secondo me: "le razze canine sono un patrimonio biologico e culturale che non dobbiamo perdere.  Chi si dedica a mantenere e migliorare tali razze fa dunque un'azione davvero meritoria. (...) Penso che il padrone ideale dovrebbe sentirsi il dovere morale di trattare ugualmente il campione e il bastardino.  Questo rende la scelta del cane meno importante, e ciascuno può, dopo averci ben pensato, fare a suo piacimento (...) Infine chi non accetta che il cane è una persona, è meglio che un cane in casa non lo prenda mai."


Dei trovatelli ad ogni modo parleremo nel prossimo post che tratterà appunto delle gioie dell’adozione.
Qualche link sugli ultimi sequestri:




domenica 26 dicembre 2010

IL CANE SECONDO ME - DANILO MAINARDI

Quest'anno tra i libri trovati sotto l'albero di Natale c'è anche il libro dell'etologo di Parma. Ed oggi mi ci sono tuffata dentro con entusiasmo, tanto più che il suo stile discorsivo affabula e ti fa divorare le pagine, e le affinità sono tante, ecco qualcuno che riesce a mettere giù parola per parola quello che tu hai intuito, sentito e magari perfino fatto, senza esserne troppo consapevole. Per cortesia comperatelo, leggetelo e, se condividete, regalatelo. Non è una guida/trattato su come "educare" il cane, ma un libro sincero che aiuta gli umani ad instaurare un buon rapporto con gli animali, a comprenderli e comprendere quanto una relazione possa essere piena di piacevoli sorprese se, lasciatisi dietro pregiudizi e stupidità varie, ci si apre veramente all'altro (il nostro peloso in questo caso).
Tanto per citarvi qualcosa a proposito del cucciolo appena arrivato eccogli dire "è questo il momento in cui la famiglia umana, al completo, dovrebbe intuire le sue difficoltà e aiutarlo comunicandogli ciò che può fare e ciò che non può fare....Anche perchè il cucciolo, si comporterà in modo tanto più intelligente quanto più sarà tranquillo e giocoso. Per lui, come per tutti, la paura e lo stress non aiutano. Dolcezza dunque e pazienza, e sarete ampiamente ricambiati!"
Vedo ancora troppe mani alzate, troppe voci grosse quando si ha a che fare con cuccioli e cani adulti, come per i ragazzi, se sono costretto a minacciare per farmi ubbidire, se non riesco semplicemente a spiegare che una cosa non va fatta, è proprio cenno che ho sbagliato tutto!

Ho sempre avuto una certa reticenza per il "clicker traning", o semplicemente per quelli che girano sempre con il bocconcino addosso per compensare il cane con qualcosa di goloso. Sarà metodo gentile ma ne sono diffidente (ma è una mia personalissima ed opinabilissima opinione) mi pare di "depersonalizzare" il cane sfruttando la sua "ingordigia". Certo anch'io uso il boccone di tanto in tanto specie se devo spiegare a Frodo qualcosa di nuovo, ma coccole, carezze e complimenti valgono altrettanto. E Frodo è sempre poi libero di ricorrere alla sua tipica "disobbedienza passiva", una sorta di Gandhismo del cane, per cui esegue l'esercizio con lentezza esasperata, sbadigliandomi sfacciatamente in pieno viso a ricordarmi che lui può anche fare qualcosa per compiacermi, ma assolutamente non è il mio burrattino! Di fronte a tale gentile esercizio del diritto di non fare non mi resta che soccombere e passare ad altro!

Danilo Mainardi conclude così un capitolo sui cani troppo addestrati, al solo scopo di soddisfare una certa pulsione al comando dei padroni: "dato che non mi piace possedere un "cane soldatino", cioè uno di quelli così ben addestrati da fare soltanto ciò che gli è stato insegnato, ma di gran lunga preferisco quelli che invece sanno esprimere, ovviamente entro certi limiti (questo per me significa, umani e non umani, la buona educazione), le loro preferenze, la loro intelligenza, la loro personalità, ecco allora che anche il fatto che scelgano, di volta in volta, dove dormire diventa un segno positivo. Mi informa infatti sulla loro tranquillità e sul loro benessere. Sul fatto, in definitiva, che sono veramente parte della nostra famiglia."...

Si, leggete questo libro e contribuite a fare comprendere cosa significhi veramente avere un amico cane.