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sabato 29 gennaio 2011

Le relazioni peri....canose!

“Beata te, sei così brava!”

NO! Dico proprio no, senza false modestie, all'amica che mi scrive.
Questo non è il blog di una superesperta che da una vita lavora con i cani, studia i cani, vive con i cani. La mia esperienza è molto limitata e si racchiude nella mia relazione con Frodo, e tutte le avventure che gli sono capitate. Poi leggo, cerco di scambiare qualche parola con chi ne capisce più di me, ma decisamente sono solo “una persona interessata”.

E forse, a pensarci bene, sono anche un qualche cosina di più: sono una persona che si è aperta ad una relazione con un animale di un’altra specie. Se una relazione è sincera, tante sono le lezioni da imparare, le novità da scoprire, a maggior ragione poi se tante sono le differenze tra chi la contrae (in fin dei conti si tratta di una relazione tra specie diverse). E dove si impara, si cambia, è inevitabile nei processi di apprendimento. Il Golden che ti cambia la vita, scriveva Giovanni in un post precedente. È così. Vi dirò di più: Frodo ha cominciato a cambiarci la vita ancora prima che arrivasse a casa. E di questo tutto il merito va agli allevatori di questa razza.

In un pomeriggio del Febbraio 2008, sollecitati dal nostro vicino di casa, decidemmo che era arrivato il momento per prendere con noi un cane. Già tornando a casa programmavo qualche svolazzata su internet alla scoperta di notizie sul carattere di un cane giallo che proprio mi aveva colpito, e poco più tardi un po’ di letture ci confermavano che il nostro cucciolo sarebbe stato un Golden Retriever. A quel punto io avevo (o piuttosto credevo di avere) idee ben chiare. Il cucciolo sarebbe stato a casa finché cucciolo, per poi vivere in giardino, in una bella e confortevole cuccia, intendiamoci, ma ovviamente in giardino. Marzo era il periodo giusto per prendere il cucciolo che sarebbe cresciuto durante l’estate. Sicuramente almeno una volta al giorno una lunga passeggiata, sicuramente vacanze assieme nella casa di Maratea, ma zampette fangose sui pavimenti, peli sparsi per la casa, sui vestiti etc non rientravano nel mio “bagaglio culturale”, e con altrettanta naturalezza pensavo ad un’ottima pensione per quelle volte in cui le ferie con il cane non fossero state possibili.

Dopo ulteriori letture sapevo “tutto” su displasia dell’anca, del gomito, difetti della vista, ma anche di buon imprinting sugli umani. Non mi interessava un cane da mostra, ma un buon carattere si, e cercavo allevamenti a dimensione contenuta che non sfornassero cuccioli come fossero merendine. Ecco che la cerchia si riduceva di molto…. Mentre i prezzi …..beh quelli salivano oltre ogni mia previsone. Più di E 1000 ….per un cane? Io non voglio uno status symbol, non voglio un Campione di Bellezza, ma voglio un buon cane. Leggo ancora e mi convinco che quelli che mi chiedono tanto, parlano di cose cui quelli che chiedono poco non accennano neppure o lo fanno vagamente, più per sentito dire che per convinzione profonda. I primi dichiarano ad esempio di far fare 5 cucciolate massimo nella vita alla cagne prescelte per l’accoppiamento, non prima dei due anni, un fondo per i cani abbandonati, restituiti dai padroni, pochissime cucciolate l’anno, cani che condividono la vita di famiglia. Pazienza, non sapevo proprio che un cane “normale” potesse costare così tanto, ma mi piace l’idea di pagare molto qualcuno che fa bene il suo lavoro, piuttosto che pagare poco qualcuno che di certe cose non si preoccupa neppure.

Poi cominciano le telefonate, solo agli allevamenti del primo tipo, e le sorprese continuano. Prima ancora che io possa chiedere se hanno cuccioli disponibili, gli allevatori mi sottopongono ad una specie di scrutinio: che lavoro faccio? Ma scusate che ve ne frega…..? (d’accordo non gli rispondo proprio così ma il senso è quello). No è per sapere quante ore il cucciolo/cane resterebbe solo durante il giorno. Lo terreste in casa? Oddio un po’ in casa, un po’ in giardino. No, in giardino non va bene! I cani non si usano come pezzi di arredo da esterni. Ha già avuto altri cani? Prima esperienza? Cosa sa dei cani e di come crescerli? Avete un centro di educazione gentile dei cani nelle vicinanze? Cosa vi ha portato a scegliere questa razza? Conoscete il carattere e la sensibilità di un golden retriever? Potreste venire per una prima visita così ci conosciamo di persona e possiamo decidere se siete idonei a crescere uno dei nostri cani? Con Marie Pierre le visite diventano addirittura due! Dopo due ore sono davvero “fuori dei panni”. Ma chi sono questi? Ma di che parlano? Ma vendono cani o sono “valutatori di bipedi”?

Sono tornata su internet a rileggere con maggiore attenzione le notizie sul carattere dei golden retriever. Ho ordinato un po’ di libri, e ripreso in mano qualche vecchio testo. Leggo di nuovo del cane animale sociale, ma questa volta riesco a comprendere quello che leggo.

Se il cane è un discendente diretto del lupo, ha bisogno di continui scambi ed interazioni con il suo gruppo di riferimento; la punizione più grande è quella che spesso l’uomo gli infligge confinandolo solo a casa o in giardino. Se si prende un cane, deve viverci vicino, fare parte integrante della famiglia umana come la farebbe del branco. Abbiamo parlato con Giovanni e riconsiderato l’intera decisione, non mettendola in dubbio questo no, ma consapevoli che non prendevamo “un cane oggetto”, ma un “cane persona”, con tutti i suoi diritti ad amore, condivisione e vita assieme (vacanze incluse). Il resto della nostra storia la conoscete.

Io non credo più, come per un po’ ho creduto, che il Golden Retriever sia l’unico cane o un tipo di cane che abbia bisogno di qualche attenzione in più. Credo invece che molti allevatori di Golden Retriever siano persone estremamente sensibili e scrupolose che amano i propri cani e (questo adesso lo so) sono legati a ciascun singolo cucciolo, delle cui sorti si sentono responsabili fino all’ultimo. La relazione con Frodo mi ha molto cambiata, tanto mi ha insegnato, tanto mi regala ogni giorno. Ma la prima grande lezione, il primo grande cambiamento è venuto prima, grazie all’intelligenza di persone cui rimarrò profondamente grata.

martedì 29 dicembre 2009

BUONE FESTE

Buone feste a tutti!

Scusate questo lungo silenzio ma, dal ritorno dalle vacanze ad oggi, in negozio è stata nuna continua maratona. Inoltre non riusciamo a trovare un operatore che ci garantisca una velocità di collegamento decente dalla nostra casetta, ed anche oggi per “postare” sul blog, sono costretta a farlo dal negozio.

Bando alle ciance, grazie a tutti quelli che ci telefonano per aggiornarci sulla vita con i cuccioli. Vi sentiamo sempre con estrema gioia. Sono stati fortunati, hanno trovato davvero splendide famiglie. C’è qualcuno che non sento da un po’ ed anche da loro mi piacerebbe tanto aver notizie, Giò, Penny, Oliver Brisk, se avete un attimo di tempo fatevi sentire o scriveteci due righe.

Il 26 mattina abbiamo improvvisato un “raid”, e siamo usciti, tappa LIFOI, con Matilde, Burt, Gastone e Frodo. Eccovene la fotocronaca.

Libertà ai diavoli:

Papà e figlia, quanto sei cresciuta Mati!

Frodo invita i cuccioli nell’acqua (lui che conosce qui ogni singola pozzanghera)

Gastone, elegante come il principino di sempre, preferisce la …. “foglia ferma”

ed in fondo neanche Matilda è granché convinta

Ma Frodo insiste: li vuole proprio in acqua e ci riprova nel ruscello:

...anche Simone li invita (quando gli riesce di aggirare Frodo che si comporta da Assopigliatutto) ...

Ed infine si rompono gli indugi: Gastone apre la strada, e Matilda, per una volta prudente, segue.

Il riporto è richiamo irresistibile per un retriever….

… e solo per i retrievers. Il bellissimo Burt infatti, chiarisce, senza mezzi termini, che lui proprio non condivide, né entusiasmo né curiosità per l’acqua….

…è decisamente umida! e lui si limita a guardare gli altri impensierito e strabiliato…
…meglio giocare nel sottobosco! Ecco Burt finalmente sereno, Frodo e Mati:

E dopo due ore di salti, galoppi sfrenati, rotolate nelle foglie, gioia divina, è ora di tornare a casa.

Grazie a tutti, e di nuovo BUONE FESTE!

martedì 18 agosto 2009

I PRIMI CUCCIOLI VANNO VIA.....

Le prime regole: attendere la pappa educatamente

I primi due cucciolotti, Charlie e Bilbo, hanno raggiunto le famiglie che da tempo li aspettavano. Confesso che per 48 ore mi sono chiesta se chiamare non fosse un po’ importuno. Proprio adesso invece è squillato il telefono: è Silvana, la proprietaria di Charlie. “Charlie sta benissimo. é diventato il padrone della casa e del giardino, è affettuoso e curioso, non ha pianto sembra che sia stato con noi da sempre. Ma sa è incredibile non ha mai sporcato a casa, va già in giardino." Tiro un sospirone di sollievo, confesso mi traborda qualche lacrimuccia, tanto qui nessuno può vedermi.

Bilbo è andato via qualche giorno prima, lui rimarrà a Potenza anche se momentaneamente è al mare. Dunque sono stata più tranquilla a lasciarlo andare. Ma anche lì Tiziana non ha risparmiato commenti e lodi: “è un cucciolo allegro e solare, dopo il viaggio, appena arrivato nel giardino di casa ha cominciato a correre felice. La mattina poi ha imparato quale è la cameretta di Allegra, e si mette a “bussare” alla porta reclamando la sua compagna di giochi, ha subito capito che è una “cucciola” come lui". Ma soprattutto, continua Tiziana, mi rendo conto di quali differenze ci siano con Brando, l’adorato beagle, per cui lei ha dato davvero tutto, fino all’ultimissimo momento, ma che poverino veniva da un allevamento triste tra recinti e qualche trascuratezza di troppo, il carattere del piccolo ne ha risentito da sempre e per sempre.

L’imprinting dunque è ben riuscito. In mancanza di altri cani, i cuccioli accettano tranquillamente gli umani, anche estranei, come fossero dei “consanguinei”. Non hanno confusione e spaesamenti. L’esposizione graduale a contesti diversi li rende pronti ad esplorare ed “impadronirsi” delle loro nuove case. Sono equilibrati e fiduciosi, come il mio Frodo.

I nostri cuccioli, scusatemi, non mi stanco mai di ripeterlo, sono nati “liberi”. Abbiamo subito rifiutato ogni idea di recinto, pur sapendo che questo comportava molto lavoro in più. Chi è venuto a trovarci ci ha visto condividere con loro gli stessi spazi, dal prato ombreggiato, al patio, al piazzale, al soggiorno e cucina. Lasciarli esplorare, liberi di vivere “piccole avventure” è importante per svilupparne l’istinto della curiosità, l’intelligenza emotiva, lo spirito di esplorazione e perlustrazione (non me lo scordo mai che sono cani da caccia, instancabili corridori tra boschi e paludi). Libertà ha significato anche responsabilità e piccole regole, questo li renderà da subito pronti a recepire le regole nelle loro nuove case. Condividere spazi ha comportato dover comunicare molto, per cui conoscono già tante parole umane, tanti gesti, interiezioni e sono prontissimi ad apprenderne di nuovi.

Ha raccolto tanti 'grazie!' la miniguida per neoproprietari “Golden Retriever, qualche consiglio per capirsi di più”, che un po’ raccoglie, un po’ anticipa alcuni dei temi di Vita col Cane apparsi o che appariranno sul blog.


Grazie di nuovo a Tiziana, Allegra e Silvana, non immaginate quanta gioia possano dare a noi tutti (Frodo e Siva inclusi) i vostri commenti felici…..grazie ancora.


Ed ecco i nostri piccoli golden attendere educatamente la pappa:
BRAVO GIOVANNI!

lunedì 10 agosto 2009

EDUCAZIONE 2: i bipedi imparano un po' di "Canese"

Gastone: un autentico principe dell'800 sul gradino del suo casale

Per comunicare correttamente con il vostro cane siete disposti ad imparare un po’ di Canese?
Se loro si sforzano di imparare da noi, ed i cani ci vengono incredibilmente incontro pur di compiacerci ed andare d’accordo, occorre anche che noi siamo disposti a diventare un po’ cani. O quantomeno a capire come un cane ragiona e si rapporta col mondo.

La prima regola è la coerenza, o una cosa si può fare o non la si può fare. O si può entrare in cucina o camera da letto, o non si può. O si può stare sul divano o non si può. O si può saltare a fare le feste al proprio padrone o non si può, certo il cane non saprà distinguere i collant velatissimi dalla tuta, i tailleur firmati dagli abiti di casa. Siate molto chiari con voi stessi prima di tutto sulle “regole inderogabili” e poi fatele rispettare con fermezza.

Ad esempio, se incoraggiate o comunque non impedite al cucciolo di “masticare” un paio di scarpe, pantofole (o altro indumento che ha il vostro odore) perché sono vecchie, non arrabbiatevi se poi troverete le vostre Hogan appena comprate letteralmente ridotte a brandelli.

Le gerarchie
La struttura sociale dei cani è di tipo gerarchico, e non “democratico”, questo deve esservi ben chiaro e non farvi venire inutili scrupoli, i tentativi di “democratizzare” il cane si riducono spesso in cani infelici e frustrati, se non addirittura aggressivi e pericolosi. Se volete che il vostro amico sia un cane equilibrato e felice, ricordatevi che vivendo in famiglia ha bisogno di una sua posizione gerarchica ben precisa. Lui è l’ultimo della piramide. Il che non significa che sarà un povero e negletto, o mobbizzato. Ma che non può imporre il suo volere neppure ai bambini.

Di contro il ruolo di dominante, di “leader”, non significa esercitare forza, sbraitare (sbraita l’insicuro), ma significa “prendersi responsabilità”. Il leader è quello più autorevole che meglio può gestire il branco. Se il cane ritiene che in casa manchi un leader umano, dovrà per natura delle cose prenderne il posto, caricandosi di una responsabilità più grande di lui visto che si tratta non di un branco di cani ma di umani. Ne risultano frustrazione, comportamenti atipici se non nevrotici che con razze diverse dal Golden possono sfociare nell’aggressività.

Tutti a tavola, ma non tutti assieme

Frodo che "sale" a tavola mentre Gianluca studia,
in realtà è una richiesta insolita di attenzione:
sono da poco arrivati i cuccioli.
Ad ogni modo non stiamo mangiando.

Le regole della tavola sono un buon esempio. I cuccioli che vi diamo sono ben abituati a vedere mangiare i cani grandi, e sanno che non devono avvicinarsi alle ciotole. Il leader, ed i dominanti possono mangiare per primi, lentamente ed indisturbati. I cuccioli talvolta ‘ci provano’ ad avvicinarsi con moine, inviti al gioco e sottomissioni (garantisco che hanno un vasto repertorio di ‘armi di intenerimento’), ma inevitabilmente un ringhio li avverte che è meglio tenersi alla larga.

Voi dovrete solo continuare il lavoro che mamma Siva e papà Frodo hanno fatto per voi. Dunque fate assistere il cucciolo ai vostri pasti, ma non “considerateli” mentre mangiate, non guardateli se vi fissano, non parlategli. Assolutamente mai allungargli bocconcini da tavola, anche se è carino, dolce, vezzoso, piange e vi chiama. I Golden sono animali intelligentissimi e sfodereranno fino all’ultimo trucco per risalire la piramide gerarchica. A Frodo ad un anno e mezzo posso in casi straordinari allungare un boccone, ma è un’eccezione, e lui dopo quel boccone non ne aspetta altri. In ogni caso non è lui a chiedere ma io a dare: quando lui è altrove o non mi guarda. Il risultato è che Frodo anche se lascio in giro le buste della spesa, inclusa la sua carne, non tocca nulla, neppure quando mangiamo a cena sul tavolino basso del soggiorno e ci corichiamo lasciando in bella vista un pezzo di pane, formaggio o addirittura salsiccia. Lui così socievole ed accogliente, quando vede che gli ospiti si siedono a tavola si accuccia di spalle o fa rotta verso un’altra stanza, per poi riprendere i giochi appena il nostro pasto è terminato. Può seguirci in ristorante, anche se è affollato, lui sa che se noi “grandi” mangiamo lui non deve fare altro che stendersi a terra e dormire. Lui è tranquillo, noi di più, e quindi può seguirci ovunque in agriturismo, albergo nelle case di amici che ci complimenteranno per la sua “educazione”. Notate non ci sono rimproveri né minacce. Tutto avviene in maniera naturale. Basta non farsi prendere da ipocriti “poverino”. Se no il “poverino” dovrà rimanere sempre a casa perché non sa come comportarsi. Scegliete voi cosa è realmente meglio per lui/lei.

Allo stesso modo quando giocate con il cucciolo sarete voi ad invitarlo al gioco. Siete voi il leader e dunque decidete voi quando si comincia una qualche attività.

Divano e letto
Personalmente non credo ci sia nulla di male a farli salire sul letto o divano. Ma si può tranquillamente vietarglielo. Se invece glielo consentite sarà necessario qualche accorgimento in più. Occorre che salgano “su invito”, e soprattutto che in qualsiasi momento possiate “farli scendere”. Dunque il comando non sarà “no sul divano”, che significa “mai sul divano” e crea il contrasto “qualche volta si qualche volta no”, ma semplicemente “scendi”. Non dovete avere una buona ragione. Ma è un ottimo modo per mostrare che siete voi a gestire il posto alto (e dunque ambito). Alcune razze possono anche ringhiare se si tenta di farli scendere e il processo educativo non è stato dei migliori. Con i Golden assisterete a scene di “resistenza passiva”: fanno finta di non capire o sentire il comando, fanno finta di sonnecchiare o sbadigliano etc. Al solito sono attori nati, in realtà cercano di stabilire un dominio su un ambito territorio.

EDUCAZIONE 1: L'importanza del rinforzo positivo

Giovanni, Gastone e Beba alle ultime luci del tramonto

I Golden Retriever sono infaticabili collaboratori, pronti a capire cosa il suo strano amico bipede gli chiede, e sono felici di obbedire. Occorre però che il suo amico sappia ben relazionarsi con lui, che gli si insegni ogni cosa in modo giusto. Una alla volta, con pazienza, per creare un rapporto di fiducia e non di timore.

Le prime parole
In assoluto le prime cose che un cucciolotto dovrà apprendere sono la parola “bravo” e la parola “no!”. Il bravo per un cucciolo sarà seguito da coccole e carezze, e complimenti, talvolta un bocconcino prelibato o ancora meglio da momenti di gioco, che sono la massima gratificazione. Il “bravo” serve a rinforzare un’azione ben fatta (fare la pipì fuori, mordicchiare il suo gioco, stare nelle zone a lui concesse). Il “no!” deve essere pronunciato in maniera proporzionale all’infrazione commessa. Non urlate, ma usate una voce decisa e ferma. Per le infrazioni più gravi una scrollatina per la collottola è molto efficace, perché “simile” al rimprovero materno.

La pipì e la …pupù
I primi “no” saranno inevitabilmente per le pipì a casa. Ma gestite la cosa con tranquillità,
immaginate un bambino, sarebbe follia chiedergli di imparare da un secondo all’altro che la pipì va fatta solo e soltanto in bagno. Pazienza dunque anche con i cuccioli.

Cominciate creando un’associazione positiva. Appena si sveglia, appena finisce di mangiare, prima del riposo notturno, portate il cucciolo dove volete si abitui a sporcare (per chi vive in città mi raccomando di portare – e far portare anche ai propri figli - la paletta ecologica: noi non lasciamo ricordi!). Mentre fa la pipì lodatelo “Bravo pipì, bravo”. Sapere che la “pipì” si chiama “pipì” è un’associazione importante per quando andate di fretta, o fuori piove e volete far capire al vostro cane che deve fare presto. In generale però non collegate la “pipì” alla fine della passeggiata. Se è stato bravo occorre che il premio sia anche il fare quel che gli piace, dunque non siate punitivi facendolo tornare immediatamente a casa. Una volta che l’associazione positiva è chiara “sei bravo quando sporchi fuori”, posso cominciare a sgridarlo se sporca a casa. Un “no!” secco solo se lo colgo sul fatto. A disastro avvenuto invece, dovrete solo rassegnarvi a fare finta di nulla. Non pulite davanti a lui (lo strofinaccio che va su e giù può essere scambiato per un invito ad un gioco molto divertente). Niente scenate, giornali strusciatigli sul muso o sedere, si rischia di confonderlo ed ottenere il risultato contrario (“è sbagliato fare la pipì quando ti guardano” anziché “è sbagliato far la pipì in casa”).

Solo a 4 mesi il cucciolo è in grado di “trattenere” e controllare su tempi lunghi. Ma già dai 3 mesi i progressi sono visibili. Frodo dai 3 mesi in poi sporcava davvero di rado (più se preso dal gioco si scordava le regole, che non quando rimaneva solo a casa).

Ricordate infine che in casa sono stati abituati a sporcare in un sottovaso grande, foderato di giornali, che potrete lasciargli vicino la cuccia durante la notte. La mattina al risveglio portatelo fuori senza indugi.

giovedì 30 luglio 2009

CUCCIOLOTERAPIA (30 minuti, 3 volte al dì, rigorosamente prima dei pasti)

CARICAAAAA!!!!

Colpito e...


....affondato!

Tira che ti passa...
(Beba, Tatou e Maruska al lavoro)

Gli "infiltrati" non mancano mai

Giò & Giò

Beba e la reflessologia plancanare

La quiete dopo la tempesta.


lunedì 27 luglio 2009

COME ACCOGLIERE IL CUCCIOLO

Frodo la sera/notte appena arrivato a casa dopo 640 km di viaggio da Arezzo,
qui prende conoscenza con il soggiorno, sulla destra la sua cuccia
racchiusa tra libreria e camino.


È arrivato il grande momento, il cucciolo sta per arrivare a casa vostra, eccovi qualche piccolo suggerimento per prepararvi ad accoglierlo:

La Cuccia
è essenziale che scegliate un angolino tranquillo per la sua cuccia, possibilmente in un posto non di passaggio. Pensate in maniera canina, a loro piace sentirsi in “angoli” riparati, in una zona magari chiusa fra un muro ed un mobile. La cuccia sarà un cuscino, se come me propendete per il cesto in vimini sappiate che 1) dovrete insegnargli a non mordicchiarlo e lasciargli qualche giochino in alternativa 2) che per quanto grande possa essere più in là dovrete sostituirlo con un cuscino grande che possa accoglierlo … per intero!
Questo sarà il suo angolino tranquillo, uno spazio tutto suo. é bene che i bimbi imparino che quando il cagnolino è a cuccia lo si deve lasciare in pace, lo si può chiamare ed invitare al gioco, ma il cucciolo deve sapere che quello è il suo posto inviolabile. Certo vi avvicinerete a salutarlo per la buona notte, per carezzarlo andando via, ma col massimo rispetto. In generale non toglieteli la sensazione di avere un “rifugio”. Anche per gli adulti: si può mandare a cuccia il cucciolo se ha combinato una marachella, ma una volta a cuccia fine del rimprovero, se ha raggiunto il suo posticino fine della sgridata.
Vicino alla cuccia, la ciotola dell’acqua ed un sottovaso piuttosto grande foderato di fogli di giornale (qui hanno imparato che se non stanno fuori, la pipì devono farla lì…. 8 volte su 10, ma anche sull’argomento pipì torneremo molto a breve).

Il viaggio verso casa
Se potete, portate la copertina o un asciugamano con voi quando verrete a prendere il cucciolo. Chi lo terrà in braccio (no ai kennels per il primo viaggio) durante il viaggio terrà la copertina sulle gambe (o per terra tra i piedi per i viaggi lunghi) ed il cucciolo collegherà quell’odore che sà tanto di casa e della sua vecchia famiglia, con la cuccia che è pronta a casa dove poggerete la copertina/asciugamano comprenderà immediatamente che quello è il suo posticino.

La prima notte
Per quel che mi riguarda le prime due notti con Frodo ho “traghettato” cuccia e giochino a fianco al mio letto. Non volevo che si sentisse solo e piangesse, e mi sono addormentata con la mano ciondoloni su di lui. Non ha pianto un secondo. Al mattino poi rimettevo la cuccia nel suo posto definitivo per tutta la giornata. La terza sera dormiva così profondamente in soggiorno, che ha tirato fino al mattino. Ad ogni modo conosceva oramai la casa, ed in caso di “nostalgie” improvvise avrebbe potuto raggiungere agevolmente la nostra stanza. Solo per un breve periodo ha fatto del nostro “sotto-letto” la sua cuccia, se si svegliava durante la notte. Poi crescendo (e non riuscendo più ad infilarsi lì sotto agevolmente) ha cambiato abitudini. In merito alle sue trasmigrazioni notturne non l’ho mai né scoraggiato né incoraggiato. Può saltare sul letto al mattino per salutarci, ma sul letto non ha mai dormito, se non la sera in cui ci ha lasciato il papà di Giovanni, e lui non c’era.

Arriva il cucciolo…
Una volta a casa, assecondatelo, che voglia esplorare l’ambiente, starvi in braccio o fermarsi nella sua cuccia.

Cercate di venirlo a prendere di Venerdì così da potergli dedicare completamente il fine-settimana. Se potete fate in modo per la prima settimana di essere un po’ più liberi, lasciatelo solo gradualmente, dopo che ha finito di giocare, e da solo crolla nella cuccia.

Un piccolo vademecum delle cose da avere già pronte a casa:

Cuscino con una/due copertine da poter lavare agevolmente (i golden sono molto calorosi non meravigliatevi se a dispetto di tutti i comfort preferiranno dormire a terra sul fresco delle piastrelle)
collare e guinzaglio (cui dovrete abituarli gradualmente ne discuteremo in una parte dedicata all’educazione),
2 ciotole (una per l’acqua, una per la pappa con la gomma sotto così non scivolano via) magari con tovaglietta di plastica di sotto per non sporcare a terra.
1 spazzola e cardatore, salviettine umidificate per occhi ed orecchie: i golden sono pelosoni, meglio cominciare subito, la pulizia non è un gioco, ma neppure un’imposizione, è un momento di coccole, l’occasione quotidiana in cui l’amico bipede può accorgersi se c’è qualcosa che non va nel suo amico: parti doloranti, l’inevitabile zecca, etc. Il golden si fa toccare dappertutto se pian piano vi guadagnerete la sua fiducia. (Vedi capitolo igiene a venire)
Giochini in abbondanza, di cui uno “mordacchioso” e caldo, magari un peluche, da lasciare nella cuccia quando dorme, altri da tenere non a sua portata e con i quali lo incanterete di giorno in giorno (palline in gomma, da tennis, giochi con lo SQUEAK, torcioni di tessuto per il tira e molla, altri peluches, riportelli, etc) e che rimetterete a posto a fine gioco.
Paletta ecologica, set di bustine, e borsina in cui riporre il tutto, farci familiarizzare tutta la famiglia: ricordi in giro non se ne lasciano, neanche nelle aree verdi frequentate dove qualcuno può metterci il piede sopra.

Qualcosa da mangiare, ma qui vi darò indicazioni personalizzate a seconda del momento in cui verrete a prendere il cucciolo. Se propendete per alimentazione con le crocchette chiedete indicazioni al vostro veterinario di fiducia.

sabato 25 luglio 2009

....e 9....e 10!!!


Questo signorino dallo sguardo intenso e dolce, è Gastone. Ci sono cani nati con .... la camicia, è lui è decisamente uno di questi.

é poi Gastone è un nome da "signore", e lui ha modi molto molto aristocratici.




Questa signorina qui, vezzosa, bella, conquista i cuori di tutti. é Penelope, detta Penny. Ha gli occhi scuri, le zampine ed il naso completamente neri dalla nascita (la pigmentazione si perfeziona nei primi tre mesi), così mediterranea ed affascinante, davvero non poteva che chiamarsi così.

venerdì 24 luglio 2009

....7 ....e 8.... ci siamo quasi!

...pant.... pant.... pant, che fatica, da "le Oche al Sasso" è davvero difficile caricare immagini su internet, ma avevo in qualche modo promesso alla piccola Allegra (che bel nome per la padroncina di un Golden) di pubblicare quanto prima le foto del suo Bilbo.... Promessa mantentuta, Tesoro.


Questa curiosona, dalle gambe alte e snelle e la faccetta carina e biricchina è la piccola Tatou (pronuncia Tatù), è curiosa all'inverosimile: tutto deve vedere, esplorare, annusare, toccare con zampa....

Tatou in esplorazione....

Ed era ora che vi presentassi lui: Bilbo, che continuerà la tradizione dei Baggins, come un trisnonno di Frodo. Carattere tipicamente da Hobbit: non siamo dei supercoraggiosi, nè degli eroi, non cerchiamo avventure, ma, inevitabilmente ed inesorabilmente, sono le avventure a trovare noi, ed allora non possiamo proprio tirarci indietro.



Bilbo alla scoperta di un nuovo angolo di giardino.....

mercoledì 22 luglio 2009

...4,5 e 6 .... in ordine di apparizione, di momento adatto al click ...

Questo visetto dolce è Maruska, così detta perchè fin da piccina era tranquilla e statuaria e tonda come una matrioska.

Maruska è quella più vivace quando si gioca, quella che dorme nel sonno più profondo quando si dorme, quella che mangia di più quando si mangia, quella che si ferma a pancia all'aria e sospende ogni attività appena la prendi in braccio, e le dai baci e bacetti fino a mangiartela....


Questa in alto è la mia preferita (anche se Giovanni dice che ogni cucciolo che prendo in braccio è il mio preferito): Piano Piano Dolce Carlotta (de Le Oche al Sasso, naturalmente). La più ruffiana, dolce, coccolona, paciosa, giocherellona.....
Ve l'ho detto, è un intrepido avventuriero!

TEMPO DI GIOCHI

Giochi tra cuccioli e persone

I cuccioli acquistano sicurezza ogni giorno di più, se ci sono "persone", noi o amici, o le future famiglie di adozione nei dintorni, cercano subito di coinvolgere anche loro, la loro fiducia e confidenza in noi mi lascia senza parole, dunque cedo il passo al video.


Giochi tra cuccioli

i giochi tra cuccioli invece stanno diventando "grintosi", provano la propria forza e scoprono che che i nuovi nati dentini possono far male. Se poi l'eccitazione della lotta è tale, che salgono 'spaventosi' ringhi e pianti, in quel caso, Siva interviene separando i contendenti con il muso e ringhiando a chi attacca. Frodo invece, se Siva non è nei dintorni, abbaia col suo vocione, finchè i cuccioli non si accovacciano con la pancia per terra e ritornano "buoni come angioletti". é quella che gli studiosi chiamano "l'inibizione al morso", il cucciolo apprende che mordere può far male, ed è un atto punibile, un'infrazione al codice comportamentale canino. Ecco una delle tante ragioni per cui è tanto importante che i cuccioli stiano assieme ai propri genitori almeno fino ai 2 mesi.

lunedì 20 luglio 2009

1, .. 2, ... 3 ALLA VOLTA VE LI PRESENTO

é vero ci abbiamo messo un po' ma da oggi cercheremo di presentarveli tutti:

Lo sguardo intenso e sbarazzino di Beba. Sempre pronta a giocare, a mordicchiare la coda dei fratelli, saltella su e giù per il prato contenta, ma se sono carezze allora si accocola e si gode quel che viene.

Charlie e Beba in posa disarmante.

Charlie che si gratta con aria soddisfatta: ci è riuscito dopo tanti tentativi, adesso pare proprio un cane grande come papà! A proposito si chiama Charlie per via di quella sua macchia bianca e ben evidente sulla fronte, che subito mi ha ricordato Charlie Brown. E di Charlie Brown ha lo stesso sguardo laconico, sempre pronto a giocare, esplorare, trovare nuove strategie per risolvere i problemi o .... scroccare una carezza o qualche minuto di gioco.

Ma non vi sembra che sia un autentico capolavoro! Pensate che qui ha soli 31 giorni. Ha una irresistibile faccia da orsacchiotto. E non potevamo che chiamarlo Teddy..... Teddy Bear de Le Oche al Sasso.